Il Pinotage è un vitigno del quale sentirete, probabilmente, sempre più parlare nel prossimo futuro. Si tratta a tutti gli effetti dell'uva originaria del Sud Africa: infatti, fu il professor Abraham Perold dell'Università di Stellenbosch (poco lontana da Città del Capo) che, nel 1924, incrociò il Pinot Nero con l'Hermitage (il nome sudafricano del Cinsaut, o Cinsault, un altro vitigno assai popolare nel sud della Francia) dando vita alla cultivar Pinotage.
Oggi è considerato un vero e prezioso tesoro locale, il vitigno più "autoctono" del Sud Africa, che si attesta al 5% della superficie vitata sudafricana. Dopo una certa popolarità di vino cheap (economico) raggiunta negli anni '70 (la prima versione in purezza risale agli anni '60) il Pinotage ha conosciuto un lento declino fino agli anni '90, quando i produttori hanno cominciato ad invertire la tendenza. Secondo molti esperti e fonti consultate su Internet, la ragione risiede nella maggiore capacità dei produttori di conservare l'aroma fruttato di queste uve straordinariamente ben maturate, in una regione praticamente perfetta per la coltivazione di vini rossi: il clima è sostanzialmente di tipo mediterraneo, simile alla Toscana, sottoposto alla benefica ventilazione dall'Antartide e dall'Oceano Atlantico. Un migliore controllo delle rese insieme ad una maggiore abilità nella vinificazione con ricorso ad affinamenti lenti in legno, sono le cause di un ritorno di interesse per questo vino.
Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).

Il quartetto della staffetta 4x10 km dello sci di fondo porta all'Italia una fantastica medaglia d'oro olimpica. Nonostante noi stessi, le Olimpiadi Invernali di Torino si stanno svolgendo nel migliore dei modi, soprattutto sul piano organizzativo. La grande prova sportiva della nostra squadra maschile dello sci di fondo ci ha regalato veri momenti di estasi, oggi.
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"In altre regioni francesi - Loira, Borgogna, Languedoc, etc. - sono pochi i produttori che non impiegano solfiti (SO2), ma soltanto per piccoli quantitativi prodotti per piccole cuvée (Boulard cita i nomi di Marcel Lapierre, Claude Courtois, Pierre Breton e "pochi altri", ndr.). Di solito, si tratta di vini rossi, caratterizzati dalla presenza rilevante di tannini, quest'ultimi ottimi anti-ossidanti, tanto quanto i solfiti. Non potendo contare sui tannini nei vini bianchi (totalmente assenti), i produttori sono spesso costretti all'azione anti-ossidante dei solfiti, mentre una minoranza di loro ricorre in sostituzione all'anidride carbonica (CO2) che aggiungono al vino in piccole quantità durante l'imbottigliamento (Angiolino Maule ed altri produttori italiani di osservanza bio-dinamica seguono lo stesso approccio, ndr.).

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