Montefalco_logo Non ci avete ancora denunciato per conflitto di interessi? Vi avevamo già avvertito, del resto. E così lo abbiamo rifatto. L'altra sera a Verona, abbiamo ri-partecipato all'organizzazione di una serata di Terre Nascoste, la piccola associazione di amiche e amici legati dalla passione per il vino ed il cibo di qualità, la bella vita ed i suoi vari piaceri in genere.
Una serata dedicata al vitigno principe di Umbria, il Sagrantino di Montefalco (vitigno autoctono in purezza). Tre i nocchieri della serata: Nilla Turri, presidente e animatrice di Terre Nascoste, Luigi Bonifazi, direttore del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Nicola Bonera, sommelier, chef e carismatico docente dei corsi "Capire il Vino" di Terre Nascoste, nonchè titolare di alcuni prestigiosi riconoscimenti (Miglior Sommelier Junior nel 1997, 2.o Sommelier d'Italia 2004, oltre a questo e questo). Tutti quanti ospiti, insieme ad oltre 40 partecipanti, di Olimpia e Orso, dell'Osteria dell'Orso, nel cuore della Verona più antica.

Concepita per un approfondimento sul Sagrantino di Montefalco attraverso alcune cantine rappresentative dei 42 produttori vinicoli, parte dei circa 200 soci che compongono il Consorzio, la serata è stata una vera e propria maratona articolata sull'introduzione al Sagrantino partendo dal Montefalco Rosso, il Sagrantino (al 10-15%) accoppiato al Sangiovese (60-70%) e altre uve (15-30% Merlot, Cabernet Sauvignon, ecc.). Risultato: 7 produttori per due vini cadauno, totale 14 vini in degustazione! Con l'aggiunta di un'ottima varietà di salumi e formaggi umbri. Chi si fosse preoccupato per la maratona alcolica, non ne ha avuto il tempo, dovendosi destreggiare con 14 schede di degustazione (efficacemente semplificate a scopo didattico) sotto la guida di Nicola Bonera.

Sagrantinoorso_2La denominazione del vitigno autoctono "Sagrantino" può essere utilizzata, dal 2002, solamente con la DOCG Montefalco (conseguita nel 1992): è occorso un Decreto Ministeriale apposito per contrastare il fenomeno dei Sagrantino IGT, ormai scomparso dal mercato. Ma tenetelo presente se vi capiterà di acquistare qualche bottiglia prodotta prima del 2002 (e vi capiterà, eccome se vi capiterà).

Montefalco (PG) deve la sua fortuna enologica (ed economica: è il 5.o distretto enogastronomico più visitato d'Italia) ad alcuni frati francescani che pare abbiano importato dall'Asia Minore un vitigno che ha attecchito assai bene tra quelle colline. Oltre ad essere il vero e proprio centro geografico della regione umbra, Montefalco è diventato il centro di maggiore attrazione ed interesse per la produzione vitivinicola. Quattro le tipologie di riferimento:

  • Sagrantino di Montefalco Secco DOCG
  • Sagrantino di Montefalco Passito DOCG
  • Montefalco Rosso DOC
  • Montefalco Bianco DOC

Il Sagrantino è un vitigno che produce uva rustica e forte. Bucce ricchissime di tannini, ottime per difendere l'uva da muffe e parassiti durante la lenta maturazione che si protrae fino all'autunno, conferiscono al vino un carattere davvero unico e particolarissimo, trasmettendogli un'ampia dotazione di polifenoli e composti aromatici: il Sagrantino è in assoluto, in Italia, il vitigno a bacca rossa con la maggiore concentrazione di polifenoli, ben di più del Sangiovese, Nero d'Avola e Lambrusco. Al di là delle implicazioni positive dei polifenoli sulla salute (sulle quali è in corso un ampio dibattito nella comunità scientifica), ci troviamo di fronte ad uva che richiede notevole impegno ai produttori per estrarre il massimo risultato qualitativo: esprimere gli aromi di cui è dotata, moderare l'astringenza dei suoi tannini, assicurare al vino la longevità che gli appartiene, mantenendo i caratteri "unici" e distintivi. Dietro ai migliori Sagrantino di Montefalco esiste un notevole lavoro di gestione del vigneto e tecniche assai impegnative nella vinificazione e nell'affinamento, in un difficile equilibrio – crediamo – tra il mantenimento della tradizione codificata e la costante ricerca di elevati standard qualitativi.

Per gentile concessione di Terre Nascoste, ecco le due brevi introduzioni ai vini compilate da Nicola Bonera:

"Il Sagrantino di Montefalco, ottenuto dall’omonimo vitigno, ha generalmente un colore molto fitto ed impenetrabile, rubino con sfumature violacee in giovinezza, che si fa via via più granata con l’evoluzione.
All’olfatto propone un ricco bouquet che comprende i piccoli frutti rossi, spesso in confettura o macerati, le spezie come il pepe, sentori di cuoio, pellame, tabacco e terra, in alcuni casi perfettamente fusi con le note tostate concesse dal legno utilizzato per l’evoluzione del vino.
Al palato dimostra una straordinaria fibra e tannini fitti e decisi, che hanno bisogno di invecchiamenti medio lunghi per ammorbidirsi; la sua importante struttura, la notevole persistenza del gusto, l’ottima componente alcolica e l’acidità mai rassegnata e in secondo piano rendono questo vino adatto a lunghi invecchiamenti, perfetto se abbinato con preparazioni speziate a base di selvaggina, grandi risotti elaborati, secondi piatti con lunghe cotture e ricchi di ingredienti nobili, come funghi e tartufi.

Il Montefalco Rosso, ottenuto principalmente dal vitigno Sangiovese con aggiunta di Sagrantino, ha colore rubino piuttosto vivace e luminoso.
Al naso esprime sensazioni fruttate intense, che ricordano l’amarena e la prugna, cenni di fiori come la viola, a tratti spezie e note leggermente tostate, chiusura con leggera sensazione balsamica.
In bocca esprime buona struttura, ottima presenza di alcool, acidità variabile in funzione dell’annata, ma solitamente ben presente; buona la morbidezza che lo rende adatto ad un invecchiamento medio e ad un matrimonio d’amore con primi piatti da i sughi abbastanza saporiti, con ragù di carne, sughi abbastanza conditi e saporiti, zuppe elaborate".

Ecco i vini degustati:

  • Adanti
    Arquata Montefalco Rosso 2003, Arquata Sagrantino Secco 2000
  • Antigniano
    Montefalco Rosso 2003, Sagrantino Secco 2002
  • Antonelli
    Montefalco Rosso 2003, Sagrantino Secco 2002
  • Colpetrone
    Montefalco Rosso 2003, Sagrantino Secco 2002
  • Rocca di Fabbri
    Montefalco Rosso 2003, Sagrantino Secco 2001
  • Terre de' Trinci
    Montefalco Rosso Riserva 2001, Sagrantino Secco 2001
  • Tiburzi
    Santambrà Montefalco Rosso 2003, Taccalite Sagrantino Secco 2002

Le personali preferenze di Aristide? Eccole:

per i Montefalco Rosso

  • Terre de' Trinci, Montefalco Rosso Riserva 2001, una Riserva che potete trovare a 17 Euro in enoteca, un ottimo rapporto qualità/prezzo;
  • Colpetrone, Montefalco Rosso 2003.

per i Sagrantino Secco

  • Rocca di Fabbri, Sagrantino Secco 2001;
  • Terre de' Trinci, Sagrantino Secco 2001;
  • Colpetrone, Sagrantino Secco 2002;
  • Antonelli, Sagrantino Secco 2002.

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Le foto di questo post:
- il logo del Consorzio Montefalco
- interno dell'Osteria dell'Orso, praticamente sulla linea di partenza della "maratona"…