Francia e Italia "naturalmente" unite?
Si è appena svolto a Fornovo di Taro (PR) un interessante incontro denominato "Vini di Vignaioli / Vins des Vignerons", convegno, degustazione e vendita di vini italiani e francesi. Numerosi i produttori italiani e francesi presenti, tutti uniti a convegno dalla comune adesione alla viticoltura non-intervenzionista (ohibò! questo termine è assolutamente nuovo per noi).
Ne parlano diffusamente coloro che vi hanno partecipato. Diamo quindi a loro la parola:
- dal blog TheWineBlog.net - Vini di vignaioli : incontro franco-italiano dei vini naturali, il post contiene alcune foto scattate durante l'evento dall'autore, Mike Tommasi;
- dal Taccuino del Franco Tiratore - Vini dei Vignaioli / Vins des Vignerons a Fornovo Val di Taro: piccola cronaca realizzata da Luciano Ramella;
- dal blog di TigullioVino.it - Vini di Vignaioli, il sole in un capanno, di Filippo Ronco.
L'articolato mondo dei produttori dedicati al vino naturale, vero, biodinamico, biologico, non-omologato, no-global (queste le prime definizione che ci vengono alla mente) sta cercando di trovare una piattaforma tecnica (tecniche di viticoltura, vinificazione) e commerciale (nuove forme di distribuzione, canali commerciali alternativi) per consolidare e sviluppare le varie esperienze acquisite e in corso d'opera. Non sarà ancora una rivoluzione, ma ad Aristide par di capire che, pur tra luci e ombre, i fermenti per qualcosa di interessante sono in piena azione. E questo incontro tra la cultura "alternativa" del vino italiana e francese potrebbe portare a sviluppi inattesi.
Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).







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Prima o poi bisognerà affrontare il "paradosso dell'identità" sottostante la ricerca ossessiva dell'anti-omologazione. Lo shibolleth dei produttori "nature", bio-dinamici o anche solo bio. Non perché siamo contro i prodotti di questo "movimento" ma perché siamo scettici sui suoi presupposti ideologici. Pluralismo sì, "tribalismo" no.
Ciao,
Stefano
Scritto da: Stefano Frega | 09/11/05 a 16:38
Grande Stefano, sottoscrivo !
Filippo
Scritto da: Filippo Ronco | 10/11/05 a 11:46
Concordo con gli "sviluppi inattesi", sperando che tra questi non ci sia la nuova moda del 2006...
Scritto da: Max | 10/11/05 a 23:55
Sono uno dei produttori presenti a Fornovo. A casa mia coltiviamo le vigne in biologico dal 1964. Faccio vini "naturali" ( scusate la difinizione, non me ne vengono altre) da 10 anni. Non ho mai pensato di essere un "tribalista", non sono un mistico, non ho mai letto Steiner; non sono nemmeno il furbacchione che ha fiutato il vento e che crede di tenersi pronto per le mode future.
Ho conosciuto Marcel LaPierre, che mi ha parlato di Jules Chauvet, questo sì; e Pierre Breton, e Angiolino Maule, e tanti altri bravi vignaioli/vignerons che con il loro esempio mi hanno portato sulla strada che seguo. E' una strada impervia che non porta a soddisfazioni economiche, che non fa arrivare sulle guide, che moltiplica le fatiche, le tribolazioni e gli spaventi.
Non so se ce la farò: non sempre le voci della coscienza e dell'etica sono conciliabili con quelle dell'impresa. Però continuo ad andare avanti di buona lena; sperando che anche in Italia il lavoro di quelli che la pensano come me sia valutato serenamente e con la mente sgombra da pregiudizi. Che davanti alle nostre realtà si accantoni almeno per una volta la filosofia del "C'è sempre qualcosa dietro!"
Scritto da: Gianluigi Bera | 21/11/05 a 15:15
Gianluigi,grazie davvero per il commento, e grazie per aver compreso al volo come si usa un blog (non è da tutti, mi creda).Abbiamo il massimo rispetto per i produttori che hanno scelto la sua stessa strada, ne abbiamo conosciuti alcuni ed altri speriamo di poter incontrare ed approfondirne la conoscenza (tra l'altro ci siamo senz'altro incrociati alla manifestazione di Villa Favorita in aprile). Aristide è qui anche per questo: non siamo espressione di alcuna lobby o interesse professionale concorrente, non siamo nemmeno giornalisti della Grande Corporazione, siamo solo qui per raccontare questa fantastica avventura nel mondo del vino, interessati più al futuro che al passato, sempre e comunque con l'occhio (e la lingua e il palato) del consumatore appassionato, senza pregiudizi, con la massima attenzione al contenuto del bicchiere come pure alla fatica del produrlo. In questo senso, mi creda, siamo anche al suo servizio per ospitare in qualsiasi momento il suo punto di vista come tutti i punti di vista che ci sembrano ragionevoli, nel favore come nella contrarietà. Mi piacerebbe, tra l'altro, leggere un suo commento sul più recente post di Aristide sull'argomento.Con simpatia.
Scritto da: Giampiero alias Aristide | 21/11/05 a 15:57
Bonjour Jean-Louis,
content de te lire ici.
Au fait, sur mon blog j'ai parlé un peu de mon voyage en Italie, mais j'avais oublié mon appreil photo.
Aussi, je cherchais de photos et commentaires sur le Salon de Fornovo et puis Merano.
Au cours de ma recherche ,
je suis tombé sur ce site ...
ils vous ont attribué un site Web qui n'est pas le vôtre
http://www.quintomiglio.com/archivio_eventi/2005/vinidivignaioli_061105.html
Difficile de leur expliquer dans votre langue que c'est une erreur,
car je ne parle pas très bien ( pas du tout - juste quelques mots ) italien.
Mais chaque année, j'apprends un peu plus lors de nos salons franco-italien et ensuite les visites.
Encore Merci de l'accueil chaleureux que toute ta famille m'a réservé, et Grand Merci à ta maman pour son excellente cuisine.
Grace Mille.
Au plaisir de t'accueillir en Champagne,
Amitiés vigneronnes
Francis
http://www.vigneron-champagne.com
Scritto da: Francis Boulard | 28/11/05 a 02:02
sono un piccolo produttore che ancora non ha bottiglie da vendere, e che quindi non può certamente esser accusato di cercare scorciatoie commerciali o baggianate simili, io domenica ero a fornovo, così come lunedì ho avuto la possibilità di andare all'incontro di vini veri al castello di Lispida, e vi assicuro che in due giorni di assaggi, non ho trovato un solo vino noiso ripetitivo e privo di significati ENOLOGICI come in certe giornate passate al vinitaly ad assaggiare vini fatti con lo stampino della Pastamatic, in barba a territori, geografia, e clima...
e sapete cosa mi ha colpito veramente? alcuni vini assaggiati magari scomposti o non perfetti al naso, a bicchiere vuoto sprigionavano sentori talmente ricchi di mineralità di sfumature da non staccare più il naso dal bicchiere.
Io coltivo da quattro anni in maniera naturale, e da qualche anno cerco di comprendere ed applicare qualsiasi metodo sia NATURALMENTE sostenibile, biodinamica , permacultura,fukuoka e compagnia bella.
Le chiacchere stanno a zero il nostro modello di agricoltura non è sostenibile, e il nostro palato SOCIALMENTE stanco di vini fatti da chi non ha rispetto per la terra e per chi l'abita......uomini compresi!!!!
La terra è Viva!! VIVA la terra!!
Ciao stefano
Scritto da: stefano amerighi | 08/11/06 a 14:49