Secondo intervento di Terry Hughes, il nostro "corrispondente" da Manhattan, New York. La prima parte la trovate qui.
Come già accennato, ho
scambiato alcune impressioni con l’indaffarata, ma gentilissima, buyer di vini italiani
alla Astor Wines, Lorena Asencios. Abbiamo discusso della situazione
di mercato attuale per i vini italiani negli USA: ne emerge un misto di buone e cattive notizie, per
lo più buone, ma anche un gran caveat centrato sui vignaioli italiani, come vedrete.
La situazione è incoraggiante, in
generale: “Non vedo ostacoli ai vini
italiani, è una categoria popolarissima per noi.” Però, avverte Lorena, New York non è l’America, purtroppo (e per fortuna). I gusti e le tendenze dei newyorkesi sono
diversissimi dal resto degli USA. Secondo lei,
al consumatore newyorkese piace
assaggiare vini autoctoni e tradizionali dei piccoli vignaioli. Occorre istruirli, certo, ma a loro piace fare
scoperte; io aggiungo che i newyorkesi ardono di provare le novita’ prima di
tutti gli altri.
Nondimeno, dice Lorena, “alcuni
saranno sempre orientati ai marchi”, e forse questi sono consumatori più “normali” rispetto al comportamento del
mercato americano.
Ultimi commenti